Adriano Colocci

La memoria intangibile, ma sempre presente, dei grandi personaggi di Jesi

Nato a Jesi il 7 Settembre 1855, figlio di Antonio, Adriano Colocci unì al suo cognome quello della madre Enrichetta Vespucci, discendente del famoso navigatore Amerigo Vespucci. Uomo dai molteplici interessi ed amante dell’avventura, fu ricercatore, esploratore, etnografo e antropologo (il suo saggio “Gli zingari. Storia di un popolo errante” del 1889 costitutisce ancora una pietra miliare negli studi di romanologia), diplomatico, giornalista e uomo politico. Dopo aver studiato giurisprudenza, ottiene la docenza di economia politica e statistica all’università di Camerino, che lascia dopo appena due anni per darsi alla politica. Nel 1883, consigliere provinciale, fonda a sue spese in Ancona il giornale “Il Popolo Marchigiano”. 

Nel 1885 si unì alla rivolta dei Rumeli contro la Serbia contribuendo alla nascita del principato di Bulgaria. Svolse in seguito delle missioni diplomatiche nei balcani e a Costantinopoli, passando quindi in Egitto, Palestina, Siria e Libano. 

Nel 1890 intraprese un viaggio di esplorazione in sud America, risalendo il corso del fiume Paranà. Lasciò dettagliati resoconti dei suoi viaggi, in specie in un diario rimasto inedito, scrivendo molto anche di questioni sociali e politiche. 

Morì a Roma il 31 Marzo 1941