CINTA MURARIA
La cinta muraria di Jesi, uno dei maggiori esempi della regione, rivela ancora oggi
la solidità dell’antico sistema difensivo della città
Le mura medievali
La parte medievale è circoscritta da una cinta muraria lunga un chilometro e mezzo. Le mura sorte in epoca medievale (XIII-XIV sec.) riprendono e, forse, ampliano il vecchio tracciato romano. Vengono rimodernate verso la fine del ‘400 dall’architetto militare fiorentino Baccio Pontelli. Una delle caratteristiche principali della cinta fortificata di Jesi è costituita dalla varietà dei moduli architettonici che sono adeguati alle condizioni del terreno e alle quote molto diverse (da 96 m. all’Arco del Magistrato ai 66 m. di Porta Valle). Realizzata completamente in laterizio, la cinta muraria conserva ancora gli elementi caratterizzanti il sistema di difesa: torrioni di varia forma (quadrata, poligonale, cilindrica), porte di accesso (rimangono le quattro principali), cortine coronate di archetti e beccatelli, feritoie.
A partire dal XVII secolo, le mura hanno via via perso la loro funzione di baluardo difensivo e sono iniziate le sopraelevazioni di abitazioni civili.
Nel cuore delle mura
Nel Palazzo Battaglia, costruito in parte sull’antica cinta muraria, è stato aperto un passaggio pubblico, la Pusterla. Questo percorso pedonale, molto suggestivo, permette di penetrare nel cuore delle mura e collega via Federico Conti, a due passi dal Palazzo della Signoria, a via Nazario Sauro e al mercato coperto.
L’aggiunta rinascimentale
Alla fine del ‘500 si decide di costruire nuove muraglie per inglobare i caseggiati sorti fuori dalla città medievale lungo l’attuale Corso Matteotti. I lavori si protraggono stancamente fino alla fine del ‘600. Più che un nuovo sistema difensivo, queste mura – da dove deriva il nome di due arterie del centro storico, via Mura Occidentali e via Mura Orientali – costituiscono un semplice recinto di chiusura.
per approfondire
Torrioni
presidi che testimoniano la vocazione fortificata della città












