Cattedrale di San Settimio
religiosa di Jesi, tra cattedrali imponenti e antichi conventi medievali.
Situata in Piazza Federico II, la cattedrale è dedicata a San Settimio, primo vescovo di Jesi e patrono della città.
La prima cattedrale viene eretta nell’area dove, probabilmente, sorgeva in epoca romana un tempio pagano. Nella prima metà del XIII secolo viene costruita una nuova cattedrale in stile romanico-gotico.
Di questo edificio restano due pregevoli leoni in pietra di Verona che sorreggevano le colonne del protiro; oggi collocati all’interno della chiesa reggono le acquasantiere.
Nel clima di rinnovamento dell’edilizia civile e religiosa la cattedrale viene completamente ricostruita nel 1741 su progetto dell’architetto romano Filippo Barigioni, mentre la nuova facciata viene completata soltanto un secolo dopo (1889).
La facciata è a due spioventi, al cui centro si apre un portale ad arco senese.
La decorazione esterna del complesso absidale presenta una successione di archetti pensili a goccia.
L’interno, a tre navate absidate, si compone prevalentemente di volte a crociera sostenute da pilastri compositi; le navate laterali rimandano a forme romaniche.
Degli affreschi, della fine del XIV secolo, non rimangono in loco che pochi illeggibili lacerti.
La dissacrazione della chiesa, avvenuta nel 1798, ha determinato i più svariati usi dell’edificio che ha subito sostanziali alterazioni nella struttura architettonica.
Un corretto restauro avviato da un comitato di cittadini nel 1970 ha permesso il recupero dell’edificio, attualmente di proprietà dei Padri Carmelitani che lo concedono per manifestazioni espositive e convegnistiche.