I murales di Largo Salvador Allende

La città racconta la sua identità anche attraverso l’arte urbana: grandi pareti diventano tele
a cielo aperto che parlano di memoria, valori, tradizioni e sguardi sul futuro.
Un percorso contemporaneo che accompagna i visitatori tra storia e creatività

Inaugurati nel 1984, i murales di Largo Salvador Allende sono stati realizzati da giovani cileni rifugiatisi in Italia dopo il golpe militare del Generale Pinochet dell’11 settembre 1973.

Il primo murale attraversa cinquecento anni di storia raccontando il lungo e graduale processo di colonizzazione da parte delle potenze europee (rappresentato dallo sbarco di Cristoforo Colombo) sui popoli precolombiani (rappresentati dalla piramide Maya e dalle maschere tipiche), che ha messo fine alle grandi civiltà e dato origine alle nuove sintesi culturali e umane del creolo e del meticcio.

Il secondo murale descrive la vita pacifica e creativa nel periodo della democrazia interrotto bruscamente dal golpe di Pinochet, concludendosi però con un messaggio di speranza per il futuro (la bambina che fa volare il suo aquilone in un cielo pieno di colori), messaggio che si è rivelato poi profetico nella riconquista della libertà.

Più in generale i murales di Largo Salvador Allende rappresentano una testimonianza della città di Jesi contro la dittatura.