Formella di Santa Lucia

Jesi si racconta anche attraverso segni discreti: lapidi, targhe, passaggi e dettagli urbani che
custodiscono memoria, curiosità e identità cittadina

Palazzo Ripanti Nuovo, edificio che si affaccia su Piazza Federico II e attuale sede del Museo Diocesano, era anticamente l’Ospedale di Santa Lucia, gestito dall’omonima Confraternita, tra le più antiche della città di Jesi.

A testimoniarlo è un’incisione in pietra presente sul palazzo:

C. S. L. (ovvero Confraternitas Sanctae Luciae), con intramezzato tra le lettere lo schema degli occhi posti in verticale, simbolo della santa protettrice della vista.

Nel Settecento il nosocomio non riesce più ad accogliere malati a causa della sua ridotta capienza e l’edificio viene venduto alla famiglia Ripanti, che lo trasforma in residenza nobiliare.

A metà dell’Ottocento il palazzo cambia nuovamente destinazione d’uso, divenendo Seminario vescovile, e nel 1966 nasce il primo nucleo del Museo Diocesano, che oggi custodisce la memoria storica e spirituale di questo luogo.