UMANESIMO E RINASCIMENTO

Dall’antica Aesis al nuovo volto urbano del Settecento: l’evoluzione storica
e architettonica di Jesi

A partire dalla seconda metà del Quattrocento si modifica profondamente il volto architettonico della città con la costruzione di nuove chiese e palazzi e la progressiva espansione urbanistica fuori della cerchia delle vecchie mura. 

Dal 1468 viene ristrutturata la Cattedrale gotica, mentre nel 1487 il fiorentino Baccio Pontelli rafforza il sistema difensivo cittadino con la ricostruzione di una nuova Rocca (demolita nel 1527); si tratta di una fortezza quadrangolare con bastioni agli angoli e torre centrale, residenza del Signore ed ultimo baluardo di difesa della città, di cui oggi rimane un imponente torrione a forma circolare sotto l’attuale Palazzo Comunale. 

Il vecchio Palazzo dei Priori viene demolito e dal 1486 al 1498 viene costruito, su progetto dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, il Palazzo della Signoria, uno dei più bei palazzi rinascimentali della Marca, dalla mole elegante a forma di cubo e dalle proporzioni perfette. 

È un periodo di rinascita edilizia, ma anche culturale: il grande pittore veneziano Lorenzo Lotto realizza, per le Chiese di S. Floriano e di S. Francesco al Monte, capolavori assoluti d’arte e di spiritualità; Federico de’ Conti da Verona stampa a Jesi, nel 1472, una delle primissime edizioni della Divina Commedia e Ciccolino di Lucagnolo, cesellatore raffinato e maestro di Benvenuto Cellini, sviluppa e perfeziona l’arte orafa. 

Il grande fervore religioso dell’epoca è contrassegnato dalla nascita di nuove chiese quali quella di S. Francesco al Monte con annesso convento e quella dell’Orazione e Morte, oggi dell’Adorazione.