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Galleria degli stucchi
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Galleria degli stucchi


La Galleria degli Stucchi, con i suoi 70 metri circa di lunghezza e la sala ottagonale che ne completa ed esalta l’illusionismo prospettico, rappresenta una delle maggiori attrattive di Palazzo Pianetti ed uno degli esempi più limpidi di rococò nell’Italia centrale tanto da prestarsi a confronti con le imprese del barocchetto mitteleuropeo.

I lavori di stucco – attribuibili a Giuseppe Tamanti, Giuseppe Simbeni e Andrea Mercoli – furono effettuati tra il 1766 e il 1770.
Nel 1771 si cominciò la decorazione anche delle porte, delle finestre, dei parapetti, degli scuri, nonché dell’arredo.
Quest’ultimo era costituito da mezzi tavolini, sofà, specchiere, sgabelli intagliati, cornici e tappezzerie; il tutto per lo più bianco con qualche concessione alle dorature ed alle tinte pastello.

Dal 1771 al 1779 l’aquilano Giuseppe Ciferri fu responsabile del settore pittorico.
Nei riquadri della volta sono raffigurati dei puttini che richiamano i segni dello zodiaco, mentre tutto il percorso della galleria è decorato con immagini di allegorie e scene lagunari.
Nell’ambiente ottagonale vi sono quattro paesaggi, mentre sulla volta compaiono le allegorie della Giustizia, Fortezza, Sapienza e Temperanza, arricchite da monocromi azzurri.
È chiara l’intenzione di creare un equilibrio tra gli elementi scultorei e quelli pittorici: stucchi e colori, bassorilievi e decorazioni varie risultano fusi armonicamente.

La galleria appare strutturata secondo moduli regolari. Attraverso una duplice simmetria – trasversale l’una, longitudinale l’altra – gli elementi sono disposti secondo rapporti di ordine ideologico e simbolico legato al nuovo pensiero illuministico. Le eccedenze e la teatralità del barocco vengono così controllate e mitigate dai nuovi dettami settecenteschi creando attraverso gli stucchi e le pitture a tempera un elegante percorso allegorico, perfettamente inserito nella filosofia che sottostà al progetto artistico, che nasconde tra i simboli il viaggio dell’uomo nel tempo e nello spazio verso la conoscenza. Sulle pareti e nella volta è raffigurato il tempo che scorre , le ore, i giorni, i mesi, le quattro stagioni; si allude invece allo spazio nel ciclo degli elementi primari della natura e dei continenti. Il viaggio dell’uomo ribadito anche dalle scene lagunari e marine si compie naturalmente sotto l’egida delle arti liberali, la pittura, la scultura, l’architettura e la musica realizzate in stucco.

La galleria è stata restaturata nel corso del 2004/2005, riportando a vista l’assetto cromatico originario capace di creare la giusta atmosfera settecentesca, elegante ed intellettuale, in cui la nobile ed importante famiglia jesina viveva.L’intervento inoltre  ha permesso il recupero di tutti i finti marmi delle cornici delle porte e delle finestre e tolto il grigio topo, incongruente, del battiscopa.

Un’altra interessante scoperta è stata lo svelamento di ovali contrassegnati da eleganti lettere nelle pareti della galleria e dell’esedra, nascosti da diversi strati di tintura verde apportati dai restauri degli anni ’70. L’intento di questo restauro è  quello di offrire al visitatore la più intima e fedele comprensione della Galleria degli Stucchi, ridandole dopo lo studio attento dei materiali, le sue forme ed i suoi colori originali, che “rivelano il volto incipriato di quella lontana stagione rococò”.