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Antonio Colocci
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Antonio Colocci

La famiglia Colocci, del ceppo dei signori Colocci di Staffolo, fu presente sin dal sec. XIV a Jesi e i suoi membri furono sempre tra i componenti più influenti dell'oligarchia cittadina.

Aggregati al patriziato romano nel 1505, ottennero nel 1685 la contea di Rotorscio e, nel 1752, il marchesato del Sacro Romano Impero. Antonio Colocci, nato a Jesi il 25 sett. 1820, partecipò alle vicende risorgimentali a partire dalla Repubblica Romana, della quale fu deputato all'Assemblea costituente. Dopo la restaurazione del governo pontificio, emigrò esule a San Marino e in Toscana, dove risiedette per qualche tempo. Qui sposò nel 1853 Enrichetta Vespucci.

Tornato a Iesi con l'impegno a non svolgere attività politica, venne coinvolto nel fallito tentativo insurrezionale del 1859 e dovette di nuovo riparare a Firenze, dove poi lo raggiunsero la moglie e i figli Adriano e Maria Cristina. Deputato al Parlamento nell'VIII e IX legislatura, senatore del regno dal 1879, si spense a Jesi il 4 Aprile 1908.