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Giovanni Battista Pergolesi
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Giovanni Battista Pergolesi

Nacque a Jesi il 4 Gennaio 1710. Il soprannome Pergolesi gli derivò dal nonno Francesco, un artigiano originario di Pergola trasferitosi a Jesi nel 1635. Rivelò presto una particolare predisposizione per la musica, prendendo le prime lezioni dal direttore delle cappella del duomo Francesco Santi. Grazie al mecenatismo del marchese Cardolo Maria Pianetti fu ammesso al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo di Napoli, dove si traferì e dove rimase a studiare per cinque anni.

Ottenne fama europea con la "La serva padrona", intermezzo dell'opera "Il prigionier superbo" del 1733, da cui scaturì l'opera buffa italiana e l'opera comica francese, divenendo il modello insuperbile di un gerene. Tra i suoi altri lavori la commedia in musica "Lo frate 'nnammurato" del 1732,  "Livietta e Tracollo", un altro intermezzo all'opera "Adriano in Siria" del 1734. Trasferitosi a Roma nel 1734, vi compose il dramma "L'Olimpiade" rappresentato nel Gennaio del 1735 su libretto di Pietro Metastasio e considerato la più perfetta tra le sue opere serie.

Ritornato a Napoli, Pergolesi compose il dramma in musica "Flaminio". Il peggioramento delle sue condizioni di salute, probabilmente minata da tempo dalla tubercolosi, lo spinsero a trasferirsi a Pozzuoli per essere curato in un convento di francescani. A Pozzuoli, negli ultimi mesi di vita, compose il suo capolavoro di musica sacra , lo "Stabat Mater", del 1736. Pergolesi si spense a soli 26 anni il 16 marzo del 1736 nel convento dei cappuccini, ricevendo la sepoltura dei poveri nella fossa comune della cattedrale di Pozzuoli.